Fermo a riflettere,
la tristezza incontrolata
non sedata, non distratta
o deviata o altrimenti sublimata,
si concretizza e da` sostanza
alla tensione nella stanza.
E` parola contratta
in un breve rantolio
leggera onda superficiale
di profondi maremoti,
conato di gelide lacrime
che si fanno strada nelle vene,
che irrigano la mia sostanza.
Si strappano i legami
al mondo degli uomini
e la Natura amorosa
accoglie il figlio disperso e prodigo
di compassione e violenza.
-a te vengo Gaia, eterna consolatrice-
domenica 15 marzo 2009
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